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Centro di documentazione

Centro di documentazione e archiviazione della Memoria Storica dei Rizzi



Visita alla Farie dei Rizzi PDF Stampa Email

foto farieIl Circolo Culturale e Ricreativo Nuovi Orizzonti in collaborazione con Legambiente organizza:

VISITA ALLA FARIE (l¹officina del fabbro) ED AL BORGO DEI RIZZI

Con la guida di Dario Rizzi, cultore di storia locale, e dell¹Architetto Giorgio Ganis.

Domenica 10 luglio 2011, alle ore 9.30 e 11.00.

 

 

PROGRAMMA

9.30 - 11.00:  Prima visita.

  • 9.20:  Ritrovo in piazza davanti alla chiesa dei Rizzi.
  • 9.30:  Partenza per la farie.
  • 9.35:  Arrivo alla farie.
  • 9.35 - 10.00:  Visita alla farie, dove il fabbro Luciano Ambrosini spiegherà il suo lavoro e realizzerà alcuni semplici manufatti.
  • 10.00 - 10.15:  Visita alla prospiciente casa storica del fabbro.
  • 10.15 - 10.45:  Visita al sobborgo udinese dei Rizzi.
  • 10.45 - 11.00:  Visita alla piccola mostra sul borgo.

11.00 - 12.30:  Seconda visita.


La Farie dei Rizzi, sita in Via Milano 52 ai Rizzi (Udine)i, è stata realizzata all¹inizio del '900 da Parisio e Leonardo Zorzutti.

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Luglio 2011 18:22
 
Rizzi 1911 - 2011. Un secolo di luce propria PDF Stampa Email

volantinoIl Circolo Culturale e Ricreativo Nuovi Orizzonti in collaborazione con il Gruppo Fotografia e Memoria Storica e la Parrocchia dei Rizzi organizza:

RIZZI 1911-2011. UN SECOLO DI LUCE PROPRIA

Racconto storico/scientifica di un importante evento che ha interessato la comunità dei Rizzi 100 anni fa: la produzione di energia elettrica e l’accensione della prima lampadina in piazza ai Rizzi. Parisio Zorzutti infatti, supportato da Arturo Malignani, progettò una centrale termoelettrica sita nell’attuale “Farie” di via Milano, la cui costruzione è citata in alcuni documenti recentemente ritrovati che riportano la data del novembre 1911.

Grazie all’intervento del professor Lorenzo Marcolini, verrà anche ricordata l’illustre figura del nostro concittadino Arturo Malignani, ideatore tra l’altro del sistema del “vuoto spinto” delle lampadine ad incandescenza, tuttora utilizzato in tutto il mondo. La serata verrà anche animata da ricostruzioni teatrali di tali avvenimenti, oltre a proiezioni di foto dell’epoca.

Sabato 11 Giugno 2011, ore 20:30, presso la piazza Rizzi (Riçs) - Udine.

A cura di Dario Rizzi.

Exhibit scientifico: prof. Lorenzo Marcolini - Lab. Int. Agathos contro I.S.I.S. A. Malignani - Udine.

Rappresentazioni teatrali: ‘Ndescenze DLF - Nuovi Orizzonti Udine.

Ingresso libero.

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Giugno 2011 15:58
 
La Farie dei Rizzi PDF Stampa Email

La centrale elettrica / bottega del fabbro (Farie) di Parisio Zorzutti

foto Parisio ZorzuttiAi Rizzi, nel 1911, Parisio Zorzutti, un giovane intraprendente discendente di una famiglia di fabbri e ricercatore nel campo dell’energia elettrica, realizzò due centrali termoelettriche, site dove ora si trova la “Farie”, ovvero il laboratorio del fabbro, in via Milano 52. Tale laboratorio fu realizzato all’inizio del ‘900 dallo stesso Parisio e da Leonardo Zorzutti, suo fratello, anche se già era operante una bottega di fabbro nella vicina casa di famiglia.

Parisio Zorzutti, oltre ad essere un apprezzato fabbro, fu anche e soprattutto illuminato ricercatore nel campo della produzione di energia elettrica ed abile orologiaio (costruì fra l’altro quello del campanile dei Rizzi e di un altro paese vicino), inoltre progettò macchine e strumenti di lavoro considerati innovativi per l’epoca.

All'inizio del ‘900, il giovane Parisio prima ideò una centrale idroelettrica, senza poterla realizzare a causa della mancata concessione ad installare un impianto sul vicino canale Ledra, poi prosegui la sperimentazione progettando una centrale termoelettrica, alla cui sperimentazione partecipò anche lo scienziato Arturo Malignani.

La centrale era costituita da un motore alimentato ad “olio pesante”, cui seguì un altro impianto più potente alimentato a “gas povero”, come recitano i documenti dell’epoca. La caldaia veniva raffreddata con l’acqua della vasca adiacente (tutt’ora visibile) che veniva alimentata da un ruscello che partiva dal vicino canale Ledra. La produzione dell’energia fu prima ad uso privato, poi venne utilizzata anche per la pubblica illuminazione. La sperimentazione proseguì fino al 1913, anno in cui il suo ideatore Parisio Zorzutti morì alla giovanissima età di di trentatre anni.

Dopo la morte di Parisio, la centrale divenne la nuova bottega di famiglia del fratello Leonardo, prima, e del figlio Ugo Zorzutto poi, ultimo fabbro ancora vivente, che operò fino agli anni ‘90 del secolo scorso, mettendo a frutto l’arte appresa dal padre Leonardo.

Ora il laboratorio, ormai dismesso, conserva ancora la vecchia attrezzatura, strumenti e utensili ed alcuni lavori forgiati appesi ai muri. Le pareti interne ed il soffitto con capriate recano ancora l’annerimento della fuliggine emanata dalla vecchia fucina. Quelle esterne, in mattoni faccia a vista, sono ben conservate, così come le vecchie finestre con inferriate e le porte.

(Testo: Dario Rizzi - Fonti: documenti d’archivio del Comune di Udine e testimonianze orali di Ugo Zorzutto. La variazione del cognome, Zorzutti prima e Zorzutto poi, è dovuto ad un errore dell'anagrafe risalente al 1920 circa)

Valorizzazione

La Farie dei Rizzi è meta di frequenti visite di appassionati e, ad uso didattico, di numerose visite di scolaresche. É stata inserita in un progetto di collaborazione con la Scuola Secondaria di I grado “Via Divisione Julia” - Udine, sedi “G. Ellero” e “G. B. Tiepolo”. La visita si colloca all'interno del Progetto lingue e culture minoritarie: “Tipologie  edilizie locali di tipo produttivo e cultura materiale”, ed ha comportato la visita al sito dei Riçs ed un Laboratorio di battiferro. Altre visite sono in programma con la Scuole Elementare Enrico Fruc dei Rizzi.

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Agosto 2011 13:18
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"Rizzi una comunità udinese. Dalle prime tracce al XVIII secolo" PDF Stampa Email

“Riçs – Une comunitât udinese. Des primis notiziis al XVIII secul“

 

La copertina del libro

Ricerca e pubblicazione sulla memoria storica dei Rizzi promossa dal Circolo Culturale e Ricreativo Nuovi Orizzonti e dalla Parrocchia dei Rizzi, con il sostegno finanziario della Provincia di Udine.

A cura di Giuseppe Faccin, Dario Rizzi, Giovanni C. Taverna, Victor Tosoratti.

Tipografia Graf80, Feletto Umberto (UD), 2006, testo in italiano e friulano, 48 p.

 

Dopo un notevole e certosino lavoro di ricerca documentale e fotorafica, è venuto alla luce questo secondo fascicolo relativo alla storia di Rizzi, che segue quello realizzato nel 2005 in occasione del centenario della chiesa. L'idea, nata anni orsono da alcuni paesani, ha permesso di unire diverse forze verso un unico obiettivo che da anni la comunità cerca di perseguire e che ha dato notevoli frutti, quali la realizzazione della Fieste dai Borcs, iniziativa di grande valore proprio perchè riesce ad unire persone di diversi orientamenti verso un obiettivo comune. A questo fascicolo, che racconta la storia di questa comunità dalle prime notizie in nostro possesso fino alla fine del 1700, seguiranno altre pubblicazioni che avranno sia un ordine cronologico che monografico. Sono previste, infatti, anche alcune opere dedicate ad aspetti specifici della storia di Rizzi fino ai giorni nostri. Il desiderio è che prosegua la collaborazione con la Parrocchia e con il Circolo Culturale e Ricreativo Nuovi Orizzonti, che sino ad oggi, infatti, sono stati punto di riferimento per la realizzazione di questa importante pubblicazione.

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Maggio 2010 19:36
 
“Una chiesa una comunità 1905 2005. Parrocchia Sant'Antonio di Padova - Rizzi - Udine" PDF Stampa Email

 

La copertina del libro

Ricerca e pubblicazione sulla memoria storica dei Rizzi promossa dal Circolo Culturale e Ricreativo Nuovi Orizzonti e dalla Parrocchia dei Rizzi, con il sostegno finanziario della Provincia di Udine.

A cura di Giuseppe Faccin, Giacomo Piutti, Dario Rizzi , Victor Tosoratti, Elena Amadori.

Arti Grafiche Friulane, Udine, 2005, 28 p.

 

1905 - 2005: la chiesa dei Rizzi dedicata a Sant'Antonio da Padova compie cent'anni. In tale occasione, viene offerto alla comunità questo semplice opuscolo che ne ripercorre la storia. La realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione di più persone che hanno messo mano alla ricerca di documenti cartacei e fotografici, come pure di testimonianze dirette. Queste pagine contengono il tentativo di illustrare il percorso che la comunità dei Rizzi ha tracciato per dare vita alla propria "casa comunitaria". Da quel lontano 1905 fino al recente 2000, la chiesa è stata continuamente arricchita e impreziosita non tanto di oggetti, quanto piuttosto di presenze che esprimavano interessi e affetto. Infatti, quando diciamo "chiesa", diciamo molto di più della struttura muraria che la caratterizza, diciamo soprattutto le attenzioni delle persone che hanno condotto alla realizzazione di quanto oggi amiamo e apprezziamo, e che continua a permettere una fruizione semplice e quotidiana. In questo luogo pensato da quanti, prima di noi, hanno amato questa comunità si è sviluppata la vita cristiana di generazioni, molti uomini e donne hanno consegnato al signore le proprie gioie e le proprie sofferenze, le speranze e le preghiere più personali.

Ultimo aggiornamento Sabato 29 Maggio 2010 19:46
 
Centro di Documentazione della Memoria Storica dei Rizzi PDF Stampa Email

A cura del Gruppo Iniziative Culturali è stato costituito, all'interno del Circolo Culturale e Ricreativi Nuovi Orizzonti, il Centro di Documentazione della Memoria Storica dei Rizzi.

Con il trascorrere del tempo corriamo il rischio di perdere il ricordo dei momenti della nostra storia che hanno contribuito a farci diventare quello che siamo.

Per questo motivo e per sottrarci agli errori della memoria di chi verrà dopo di noi, quando si saranno perse le ultime tracce della nostra storia locale, invitiamo tutti i cittadini dei Rizzi a collaborare.

In che modo?

Mettendo a disposizione del Centro di Documentazione foto, reperti, testimonianze scritte o anche ricordi di episodi e racconti orali che andranno a far parte di un archivio a disposizione di tutti. L'archivio del Centro di Documentazione potrà essere consultato e arricchito da chiunque e dovrà costituire il patrimonio della nostra comunità, al di là di tutte le divisioni e nel rispetto di tutte le opinioni.

Chiediamo, quindi, uno sforzo ed un impegno alla collaborazione: se avete foto, vecchi filmini, manifesti o documenti che possano contribuire a ricostruire il filo della memoria del nostro paese, potete inviarci il materiale o mettervi in contatto con noi.

Il materiale una volta fotocopiato o digitalizzato verrà restituito e accanto ad ogni testimonianza verrà indicato il nome del proprietario.

Al fine di consentire la prosecuzione del progetto delle pubblicazioni sulla storia locale, di cui sono stati pubblicati i primi due testi, sarà importante il vostro contributo per integrare ed ampliare la documentazione già in nostro possesso.

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Giugno 2010 13:18